La Pillola rossa
È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre.

Lentamente, uno scalino alla volta, passo dopo passo, mi lascio trascinare dalle gambe stanche. Ancora poche rampe di scale e aprirò la porta.
I miei passi volutamente lenti, quasi con solennità rimbombano per la tromba delle scale.
Penso a quando varcherò quella soglia, quando metterò piede nell?oscurità, immerso nel silenzio, quel silenzio che farà da contrasto al rumore dei miei pensieri che vagano, che tornano.
Nella mia vita sono entrate molte persone, con alcune ci siamo solo sfiorati, altre sono rimaste e le nostre vite si sono incrociate.
Tutte queste venivano attratte da qualcosa che vedevano in me, come due calamite si avvicinano, fino a toccarsi, se sono entrambe nel loro raggio di azione.
Queste persone avevano tutte qualcosa da darmi ed io volevo dare qualcosa a loro.
Se sono entrate nella mia vita era perché avevano bisogno di qualcosa, non so cosa, ma qualcosa che pensavano di trovare in me.
Avevo l?impressione che nella loro vita vi fosse qualcosa che non andasse, che fossero alla ricerca di una soluzione per qualche problema o semplicemente di loro.
Entravano in un modo, alle volte silenziosamente, alle volte con un gran fracasso, ma ne uscivano sempre in un altro. Non erano più le persone che avevo conosciuto.
In qualche modo una parte di loro si consuma, come se io l?avessi assorbita, e quando vanno via sono diventate altre persone. Non più fragili ma con una maggiore consapevolezza di sé stesse, più forti, con una corazza o con una più spessa di quella che indossavano prima.
Mentre salgo le ultime rampe sento ancora gli echi delle loro risate e delle loro canzoni, i sussurri delle loro parole, il calore delle loro mani, li formicolio dei brividi sulle braccia, l?imbarazzo che mi suscitavano i loro sguardi, il freddo del vento ed il ticchettio delle pioggia, il colore pallido delle stanze con la luce della luna, la carezza di una goccia di sudore che scivola sulla pelle.
Mi accorgo che per quanto abbia voluto io non sia stato in grado di dare quanto loro mi hanno dato e forse per questo se ne sono andate. Forse io non le ho capite o forse loro non hanno mai veramente capito me.
Fatto sta che alla fine se ne andavano tutte. Chi silenziosamente, chi facendo un gran rumore e alla fine mi ritrovavo sempre solo.
Le cose dovevano andare semplicemente così e non sarebbero potute andare in nessun altro modo o forse non era il momento giusto.
Comunque, una volta uscite, non tornano più. Restano i loro fantasmi a farmi compagnia con i loro sorrisi e con le loro parole.
Quando queste persone escono dalla mia vita non sono più le stesse, magari migliori, o semplicemente diverse da prima.
Per quanto mi sforzi non potrò mai capirle fino in fondo.
Arrivo all?ultima rampa ed apro la porta. Ad aspettarmi ci sono il buio ed il silenzio, chiudo la porta, mi tolgo il giaccone e lo ripongo. Mi dirigo verso la poltrona e mi siedo.
Mentre cercherò di capire attenderò che qualcuno altro venga a bussare alla mia porta, qualcuno che possa avere delle risposte alle mie domande o che abbia bisogno di risposte.
Questa persona si accorgerà che la porta è chiusa ma, se veramente vuole, può entrare.
È in questi momenti che sento la reale mancanza, la più viva differenza da qualcosa che non c?è e che ci dovrebbe essere.
Qualcosa che in momenti come questo posso quasi toccare con le mani, percepire al tatto.
La sostanziale differenza che mi divide e che mi separa dall?ambiente circostante, da questa società.
In questo momento, mentre dentro di me si accumula un qualcosa di troppo grande per essere contenuto nella mia testa o nel mio corpo, avverto il bisogno, la necessità di un qualcosa o di un qualcuno capace di mettere un freno, di limitare l?accrescimento e l?accumulo di un dolore, di una rabbia che a stento riesco a tenere a freno.
Un accumulo che si autoalimenta proprio a causa di questa carenza.
Trovando, come unico sfogo, una finestra sul nulla, come se ognuno di questi caratteri possa svuotare di una parte infinitesimale la parte marcia del mio essere.
In questo momento che posso solo attendere, senza nessuna speranza, che comunque accada l?inevitabile (inevitabile?), in cui tutto il mio essere è proteso verso un unico pensiero, sento lo stomaco contrarsi, sento il rumore dei denti che continuo a stringere forte, sento il sangue che pesantemente pulsa nelle braccia, sento le poche parole che pronuncio sibilando fra i denti.
Sento i muscoli contrarsi e qualcosa che continua a farsi spazio dentro di me cercando una via di fuga. Qualcosa che cerco di trattenere, qualcosa che assorbe tutti i miei pensieri, tutte le mie energie, qualcosa che rimette in gioco tutto.
Rabbia e dolore.
Tenerle a freno per non recidere quel flebile legame che mi è rimasto.
Sento la temperatura del mio corpo che è scesa di colpo, sento il gelo che attraversa le mie mani che si contraggono, che cercano qualcosa da afferrare, da scuotere, da rompere, da distruggere.
I piedi che artigliano il pavimento, ogni passo è un come una lancia conficcata al suolo.
Qualcosa che continua ad accumularsi, qualcosa da cui non riesco a liberarmi, sensazioni.
Sensazioni, dolore.
Sentire quello che le persone hanno dentro, avere la netta percezione di una ?sensazione?, buono, cattivo, tristezza, gioia, angoscia, malinconia, ignoranza, dolore, curiosità, amore, legame, apprensione, fretta, dovere.
Il mondo è pieno di sensazioni, continuamente, e nessuno le sente, nessuno se ne accorge. Ognuno chiuso nel suo guscio, nel suo clan, nelle sue stronzate.
Solo quando le sensazioni riguardano loro stessi se ne accorgono, altrimenti sono ciechi, sordi, come delle amebe prive di organi in grado di percepire il mondo esterno.
Queste sensazioni mi esplodono nella testa ogni giorno, nella metropolitana, sull?autobus, per strada. Non c?è bisogno di parlare, non c?è bisogno di manifestarle. Le persone urlano anche se stanno in silenzio e non ho modo di tapparmi le orecchie, di non ascoltarle.
Sono assordato continuamente da questi rumori, da questo frastuono, e sembro essere l?unico muto.
Le dita ticchettano a fatica sulla tastiera ma in qualche modo devo far uscire qualcosa, devo liberarmi di almeno una piccola parte per non restare schiacciato dall?odio.
Non servirà a molto ma forse può bastare ad aiutarmi a contenere questa marea.
C?è qualcosa che urla dentro di me, che mi lacera le orecchie, che mi spacca il cervello, continuamente, e non riesco a fermarlo, perché so che è vero, so che sta accadendo, che è accaduto e non posso cancellarlo.
Le ossa spezzate, i polmoni che si riempiono di sangue, la cassa toracica schiacciata, ogni movimento che è come essere trafitti da decine di pugnalate contemporaneamente, ogni respiro un rantolo, un dolore quando entra l?aria nei polmoni, quando esce, il non avere più modo di stare in piedi, cadere e sbattere la testa aggiungendo altro dolore, il non capire cosa sta succedendo, la paura, il dolore, l?inferno nel corpo, non essere in grado di pregare un dio, non capire il perché, non capire ma sentire tutto, provare tutto.
Sentire tutto.
Nessun colpevole, niente su cui sfogarsi, nessuno a cui farla pagare.
Solo dolore, in un modo inimmaginabile. Solo dolore.
E rabbia?
E ODIO.
Copiato spudoratamente dal blog di Sally!
1. Ho offerto da bere a tutti in un bar
2. Ho nuotato insieme ai delfini
3. Ho scalato una montagna
4. Ho guidato una Ferrari
5. Sono stato all’interno della Grande Piramide
6. Ho tenuto in mano una tarantola
7. Ho fatto il bagno nudo nel mare
8. Ho detto “ti amo” credendoci
9. Ho abbracciato un albero
10. Ho fatto uno strip tease
11. Ho fatto bungee jumping
12. Sono stato a Parigi
13. Ho visto una tempesta marina
14. Ho passato la notte sveglio fino a vedere l’alba
15. Ho visto l’aurora boreale
16. Ho cambiato pannolini a un bambino
17. Sono salito a piedi sulla cima della Torre di Pisa
18. Ho coltivato e mangiato verdure del mio orto
19. Ho toccato un iceberg
20. Ho dormito sotto le stelle
21. Sono stato su una mongolfiera
22. Ho visto una pioggia di meteoriti
23. Mi sono ubriacato
24. Ho fumato erba
25. Ho guardato le stelle con un telescopio
26. Mi è venuta la ridarella in un momento inopportuno
27. Ho visto la Muraglia Cinese
28. Ho scommesso e vinto ai cavalli
29. Mi sono finto malato pur non essendolo
30. Ho invitato uno sconosciuto a casa mia
31. Ho fatto battaglie con palle di neve
32. Mi sono fotocopiato il culo in ufficio
33. Ho gridato con tutta la mia forza solo per il gusto di farlo
34. Ho tenuto in braccio un agnellino
35. Ho messo in atto una fantasia erotica pensata a lungo
36. Ho fatto un bagno romantico a lume di candela
37. Ho fatto una doccia con acqua gelata
38. Mi sono messo/a a parlare con un mendicante
39. Ho visto un’eclisse totale
40. Ho preso il sole in topless
41. Sono stato su un roller coaster
42. Ho compiuto una home run
43. Ho ballato come un matto fregandomene degli altri
44. Ho parlato con accento straniero per un giorno intero
45. Ho visitato il luogo d’origine dei miei antenati
46. Almeno una volta mi sono sentito felice della mia vita
47. Ho visitato tutti gli Stati dell’America
48. Ho amato il mio lavoro in ogni suo aspetto
49. Ho confortato qualcuno che è stato smerdato di brutto
50. Ho vinto a qualche lotteria
51. Ho ballato con estranei in paesi stranieri
52. Ho visto le balene
53. Ho masturbato altre persone
54. Ho rubato o danneggiato cartelli stradali
55. Sono stato rispedito in Europa all’arrivo in USA
56. Ho fatto un viaggio on the road
57. Ho fatto alpinismo
58. Ho mentito alla dogana
59. Ho fatto una passeggiata notturna sulla spiaggia
60. Ho fatto parapendio
61. Sono stato in Irlanda
62. Ho avuto il cuore spezzato più a lungo di quanto sia stato innamorato
63. Al ristorante mi sono seduto a mangiare con estranei
64. Sono stato in Giappone
65. Ho scritto il mio peso
66. Ho munto una mucca
67. Sistemo i CD in ordine alfabetico
68. Ho sognato di essere un supereroe da fumetto
69. Ho cantato in un karaoke bar
70. Sono stato a letto un giorno intero
71. Ho fatto immersioni subacquee
72. Ho sognato di essere invisibile
73. Ho fatto l’amore con qualcuno senza desiderarlo
74. Ho baciato sotto la pioggia
75. Ho giocato nel fango
76. Ho giocato sotto la pioggia
77. Sono stato in un drive-in
78. Ho fatto qualcosa di cui pentirmi senza però pentirmi d’averlo fatto
79. Ho avuto un colpo di fulmine
80. Ho scoperto che qualcuno ha scoperto il mio blog
81. Ho rotto una finestra o un vetro
82. Ho iniziato un business
83. Mi sono innamorato ricambiato
84. Ho visitato siti antichi
85. Ho fatto un corso di arti marziali
86. Ho ascoltato la stessa canzone per più di 6 ore
87. Sono stato sposato
88. Sono stato in un film
89. Ho rovinato una festa
90. Ho pianto vedendo un film
91. Ho amato qualcuno che non meritava
92. Sono stato baciato appassionatamente da provare le vertigini
93. Ho divorziato
94. Ho fatto sesso in ufficio
95. Ho fatto sesso in ascensore
96. Mi sono astenuto dal sesso (di qualsiasi tipo) per oltre 10 giorni
97. Ho cucinato biscotti
98. Ho vinto un concorso di bellezza
99. Sono stato in gondola a Venezia
100. Mi è venuta la pelle d’oca (nel senso buono) sentendo la lingua di un’altra persona
101. Ho almeno un tattoo
102. Ho almeno un piercing
103. Sono sceso in canoa sullo Snake River
104. Sono stato in uno studio tv come pubblico
105. Ho ricevuto fiori
106. Mi sono masturbato in un luogo pubblico
107. Mi sono ubriacato da non ricordare più niente
108. Ho avuto dipendenze da droghe
109. Ho suonato in pubblico
110. Sono andato a giocare a Las Vegas
111. Ho mangiato pescecane
112. Ho inciso musica
113. Sono stato in Thailandia
114. Ho comprato una casa
115. Sono stato in zona di guerra
116. Sono stato in crociera
117. Ho picchiato mio fratello / mia sorella
118. Parlo più di una lingua
119. Mi sono fatto bendare
120. Sono stato coinvolto in una rissa
121. Ho emesso assegni a vuoto
122. Ho assistito al “Rocky Horror Picture Show”
123. Ho cresciuto bambini
124. Di recente ho comprato e ho giocato con qualcosa d’infantile
125. Ho seguito l’intero tour di un gruppo
126. Sono stato un groupie
127. Ho partecipato a uno Spring Break
128. Ho girato in bici in un paese straniero
129. Ho scoperto qualcosa d’importante sui miei antenati
130. Ho scritto al Governatore del mio Stato
131. Ho traslocato e iniziato una vita in un’altra città
132. Sono stato sul Golden Gate Bridge
133. Avrei voluto essere in un telefilm
134. Ho cantato in macchina per almeno 20 miglia
135. Ho abortito
136. Ho subito un intervento di chirurgia plastica
137. Sono sopravvissuto a un incidente stradale
138. Ho scritto articoli per giornali
139. Ho fatto diete
140. Ho pilotato aerei
141. Ho accarezzato animali di cui ho paura
142. Ho avuto rapporti omosessuali
143. Ho fatto innamorare ma senza poter ricambiare
144. Ho fatto nascere un animale
145. Sono stato licenziato
146. Ho vinto soldi a un tv show
147. Mi sono rotto qualche osso
148. Ho ucciso animali
149. Ho ucciso esseri umani
150. Ho partecipato a un safari in Africa
151. Ho guidato una moto
152. Ho guidato un trattore
153. Ho dei piercing all’infuori delle orecchie
154. Ho sparato con armi da fuoco
155. Ho mangiato funghi trovati nel bosco
156. Ho fatto sesso anale
157. Ho subito operazioni chirurgiche
158. Ho fatto sesso su un treno
159. Ho fatto l’autostop
160. Ho avuto un serpente come animale domestico
161. Ho dormito per tutta la durata di un volo aereo
162. Ho visto più paesi stranieri che non stati americani
163. Sono stato in tutti i continenti
164. Ho viaggiato in canoa per più di due giorni
165. Ho fatto sci nautico
166. Ho mangiato carne di canguro
167. Ho mangiato sushi
168. Ho fatto sesso all’aperto
169. Ho preso a pugni qualcuno
170. Ho avuto relazioni della durata di oltre un anno
171. Ho fatto cambiare idea a qualcuno su qualcosa
172. Ho cambiato idea su qualcosa o su qualcuno
173. Ho fatto licenziare qualcuno
174. Ho avuto paura di morire
175. Mi sono lanciato col paracadute
176. Ho mangiato scarafaggi o insetti
177. Ho mangiato pomodori verdi fritti
178. Ho letto Omero
179. Ho rubato al ristorante
180. Ho rubato al supermarket
181. Ho chiesto scusa molto tempo dopo
182. Sono stato eletto capoclasse almeno una volta
183. Ho riparato da solo il mio computer
184. Sono stato DJ
185. Ho pianto per una giornata intera
186. Ho barato al gioco
187. Sono stato arrestato
188. Ho bigiato la scuola
189. Mi sono masturbato insieme ad un’altra persona
190. Ho comprato scarpe e vestiti ad un mercatino rionale
191. Ho vomitato in luogo pubblico
192. Ho venduto qualcosa ad un estraneo
193. Ho comunicato con qualcuno non conoscendo la sua lingua
194. Ho rubato la saponetta dall’albergo
195. Ho bucato le ruote di una macchina o strisciato la carrozzeria
196. Ho ruttato davanti ad altre persone
197. Ho copiato un compito in classe
198. Ho fatto sesso al primo appuntamento
199. Sono svenuto
200. Ho baciato qualcuno del mio stesso sesso
201. Ho fatto un tuffo da un’altezza di almeno di 10 m
202. Ho assaggiato un cibo coreano
203. Ho pensato seriamente al suicidio
204. Ho odiato
205. Ho avuto esperienze sado-maso
206. Ho lavorato in un bar
207. Sono stato in un sexy shop
208. Ho baciato un/a ragazzo/a straniero/a
209. Mi sono perso in una città sconosciuta
210. Ho tirato dei bidoni
211. Mi sono innamorato di un amico/a
212. Ho fatto Yoga
213. Ho fatto esercizi tantrici
214. Ho assistito ad un incidente stradale
215. Sono stato legato
216. Ho giocato a squash
217. Ho fatto sesso orale
218. Ho fatto un video hard
219. Ho sentito la mancanza di un ex
220. Ho giocato a briscola
221. Ho tenuto un diario segreto
222. Ho fatto sci fuori pista
223. Ho fatto jungle trekking
224. Sono stato/a con una/o più grande di me
225. Mi sono spacciato per qualcun’altro
226. Mi sono arrampicato su un albero
227. Ho desiderato che una notte non finisse mai
228. Ho fatto una pazzia per amore
229. Ho fatto il bagno di notte
230. Ho fumato il narghilè
231. Ho scritto una lettera d’amore
232. Sono stato sospeso da scuola
233. Ho fatto sesso in un cinema
234. Ho fatto sesso in macchina
235. Ho fatto sesso sulla spiaggia
236. Ho perdonato
237. Ho fatto un incidente in macchina
238. Sono stato vittima di uno scherzo
239. Sono stato alle terme
240. Sono stato a vedere un gran premio di formula uno
241. Sono stato in un night
242. Sono stato in un club privè
243. Ho fatto para-sailing
244. Ho mentito spudoratamente
245. Ho fatto un murales
246. Ho visto la barriera corallina
247. Ho fatto lo/a stronzo/a
248. Sono stato con più persone nello stesso giorno
249. Ho ricevuto i complimenti per qualcosa che so fare molto bene
250. Sono stato in un campo nudisti
251. Ho scoperto che qualcuno a cui tenevo mi sputtanava di nascosto
252. Per rabbia ho rotto degli oggetti
253. Sono stato al telefono più di 2 ore
254. Sono scappato di casa
255. Ho scritto una poesia
256. Ho fatto sesso per ore senza venire
257. Sono stato a casa di uno sconosciuto
258. Ho detto una cosa e subito dopo ho fatto il contrario
259. Faccio abitualmente spuntini di mezzanotte
260. Ho fatto sesso in chat
261. Ho spiato dal buco di una serratura
262. Ho origliato a una porta
263. Ho camminato su un tetto
264. Ho conosciuto un travestito o una trans
265. Ho letto più libri in un giorno
266. Ho fermato qualcuno per strada per conoscerlo
267. Sono stato in un tempio buddista
268. Ho fatto la sauna
269. Ho tradito
270. Ho preso una multa
271. Sono stato inseguito da cani inferociti
272. Ho ricevuto delle proposte oscene
273. Ho fatto un provino televisivo
274. Ho fatto di tutto per rendere felice una persona
275. Ho fatto break-dance in mezzo a una strada
276. Sono stato ai Caraibi
277. Ho fatto un 69
278. Ho incontrato qualcuno conosciuto in chat
279. Sono stato ad un concerto
280. Ho guidato senza essere in grado di farlo
281. Ho fatto giochi alcolici
282. Ho visitato più posti all’estero che in Italia
283. Non ho una sola nazionalità
284. Sono stato ad una festa della birra
285. Sono andato da qualche parte dicendo a tutti che andavo da un’altra
286. Sono stato ricoverato
287. Ho suonato in un gruppo
288. Ho corrotto qualcuno (anche per poco)
289. Sono stato raccomandato
290. Mi sono iscritto ad un partito
291. Sono stato tradito
292. Ho desiderato una persona per mesi senza riuscire a dichiararmi
293. Ho avuto una “storiella” in vacanza
294. Desidero andare a vivere all’estero
295. Ho viaggiato senza biglietto
296. Sono stato single per scelta
297. Sono stato con qualcuno per passatempo
298. Ho volato
299. Ho avuto incubi ricorrenti
300. Ho girato nudo/a per casa
RISULTATI
-Hai fatto meno di 100 cose: hai avuto una vita monotona,sedentaria e assolutamente inutile. svegliati e combina qualcosa finchè sei in tempo, ricordati che potresti morire domani…pantofolaio!
-Hai fatto tra 100 e 150 cose: diciamo che ci hai provato a dare un pò di brio alla tua vita, ma con moderazione, perchè insomma, “certe cose non si fanno”, cosa direbbero i vicini..viveur conformista!
-Hai fatto tra 150 e 200 cose: tu si che sai goderti la vita, sapendo bene qual’è quel limite etico più che morale tra il giusto/sbagliato. bravo, continua così…sei un giusto!
-Hai fatto più di 200 cose: la tua smania di fare (che denota un profondo disagio psichico interiore) di porta spesso a commettere immani cazzate. Datti una regolata altrimenti, se non ti arrestano prima, difficilmente arriverai a 40 anni..testa calda

Mi viene in mente un film, si intitolava ?Stefano quante storie?, con Maurizio Nichetti. Il protagonista immaginava come sarebbe stata la sua vita se avesse preso strade diverse, ed ecco che si immagina essere un insegnante, un carabiniere o un pilota.
Una storia basata sul ?e se invece??.
Ieri ascoltando delle canzoni ho ricordato una mia altra vita. Qualcosa che ormai fa parte del passato. Una vita vissuta. Una delle tante.
Alle volte mi sembra come se avessi vissuto decine di vite diverse, ognuna in un tempo, in un luogo diverso, come se fossi stato tante persone diverse.
Ricordi i luoghi, le persone, le storie.
Tutto su uno sfondo nero, immagini silenziose, come proiettate da una proiettore d?antiquariato.
Quelle canzoni mi hanno fatto tornare i ricordati di quella vita che ho vissuto. Un po? di nostalgia, forse.
Tutto era iniziato un pomeriggio soleggiato di settembre ed è finito?boh! Qualche anno fa, diversi anni fa, non so.
Come succede in questi casi, tutto finisce sepolto nei meandri della memoria e poi a distanza di anni qualcosa, una canzone o un nome, fanno tornare a galla i relitti di quei ricordi.
In fondo è solo una delle tante vite che ho vissuto, fatta di tempo, di persone, di storie. Una cosa che non c?è più e che mai tornerà, se non come vago ricordo.
Tutto ad un certo punto perde consistenza, diventa leggero, trasparente, impalpabile e alla fine invisibile. E così non ti accorgi nemmeno che una delle tue vite è appena finita.
Rimangono momenti, frasi, odori, suoni, sensazioni. A volte a caso, a volte collegate a qualcos?altro.
È solo un periodo di tempo, solo un?esperienza, solo un pallido ricordo che non serve a nulla, di cui non rimane nulla nel mondo reale o nelle altre vite: è passato.
Oltre a questi resti di ricordi sono ripresi i sogni. Quei sogni che ti restano appiccicati addosso come una ragnatela, di cui non riesci mai a liberarti definitivamente. Sono le vite future che verranno, che già cominciano ad accavallarsi. Anche questi sono attimi, poche figure, pochi istanti di ciò che verrà. Altre vite da vivere. Lasciano le tracce come i ricordi. Sensazioni, immagini, suoni, parole, pochi frammenti di quelle cose che verranno.
Per diverso tempo ancora le cose non cambieranno, continueranno come sempre a scorrere le vite, senza soluzione di continuità, senza un perché, senza un motivo, senza una meta, tanto per.
Almeno dopo circa due ore il film finisce e si torna alla realtà.
In uno degli ultimi sogni c?è un ?filo? che conduce ad una delle tante vite, la strada da seguire è fin troppo chiara da farmi venire il dubbio se già questa strada non sia stata tracciata.
Magari ci penserò un po? su e vedrò dove mi porterà, oppure lacerò il tutto al caso e mi accontenterò di aspettare, oppure la utilizzerò per sbloccare qualche altra via.
In ogni caso è lì da qualche parte, o meglio è qui da qualche parte in questa realtà.
Se penso a tutte le vite del passato e a tutte quelle dei sogni mi rendo conto che per me sarebbe impossibile pensarne di viverne una sola, no?

Sfoglio le pagine della mia memoria come quelle di un libro. Le immagini sono stampate nella mente come le parole di inchiostro: immutabili, statiche.
Le scorro, le osservo, le rivivo.
Accarezzo con una mano quel libro, la faccio scivolare su una pagina, come se potessi toccare quelle parole, sentirne il loro peso, come se fossero ancora vive.
Appoggio il mio viso fra le pagine, come se potesse accarezzarmi, farmi sentire il calore di un affetto.
Sfrego il pollice e l?indice sul bordo di una pagina, il foglio è sottile, ruvido e leggero. Mi osservo le dita e vedo che un po? di inchiostro vi è rimasto attaccato, e dove è venuto via il testo è sbiadito.
Sono solo parole, parole di inchiostro su un foglio di carta, tutto il resto è nella mia mente: le sensazioni, gli odori, le voci, la felicità, il dolore?
Ogni pagina è un?ondata che mi travolge e che mi fa andare più a fondo, sempre di più.
Non voglio smettere di rileggere quelle storie, voglio rileggere tutto, voglio ancora sentire quelle sensazioni, provarle come se le vivessi ancora. Voglio tornare lì.
Scorro le pagine avidamente, una ad una, ogni istante, ogni secondo, ogni sorriso, ogni attimo di vita, di quella vita passata, di quei sogni.
In quel libro ci sono tutte le mie vite, tutti i ricordi, tutti i sogni.
Sono giorni che lo sto leggendo, anni e anni di vita trasformati in parole e immagini.
Quando arrivo alla fine trovo dei puntini di sospensione e pagine e pagine bianche. Vorrei leggere anche quelle.
Chiudo gli occhi e nell?oscurità c?è un vortice, le immagini passano veloci, i pensieri saltano da un passato lontano ad uno recente, poi ritornano indietro. Una sensazione di calore è seguita dal freddo, il sapore della cioccolata si mischia a quello del caffè, quello della pioggia a quello delle lacrime, il freddo delle giornate d?inverno al calore delle sere buie d?estate, il paradiso all?inferno, il dubbio nella certezza, i pensieri che nascono da soli alla ragione, il senso del giusto al dolore, e la felicità, che cos?è la felicità?
Ora so cos?è la felicità, è scritto in quel libro, fra quelle parole fatte di inchiostro c?è il segreto della felicità ma per poterlo capire bisogna leggere fra le righe.
La felicità è un attimo. Un solo singolo attimo. La si può cercare per tutta la vita e non raggiungerla mai, viverla una volta e non riprovarla mai più. La felicità è la vita, è nella vita, è dentro di te, è la fuori da qualche parte. Ha sempre un aspetto diverso, non è mai la stessa per due persone. È mutevole, è sfuggente, è una scintilla capace di scatenare un incendio, è un caso, è uno sbaglio, assume sempre la forma che meno ti aspetti. È l?imprevisto che non hai considerato, è un respiro, un alito, uno sguardo, un sorriso, una carezza, un abbraccio, una parola, un profumo. È leggera come l?aria, fragile come un castello di carte, irraggiungibile come le stelle, profonda come l?oceano, è una droga dalla quale non puoi disintossicarti, è dove comincia la vita, è dove finisce?
Dopo diversi giorni, chiudo quel libro e lo accarezzo.
(Forse non sai quel che darei
Perché tu sia felice)
Prendo dei nastri e ne faccio passare uno verticalmente ed uno orizzontalmente.
(Piangi lacrime di aria
Lacrime invisibili)
Li annodo fra loro e li sigillo.
(Che solamente gli angeli
san portar via)
Le mie mani si muovono lentamente, compiono ogni gesto come se si trattasse di un rito sacro.
(Ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose)
Metto il libro dentro una busta di plastica trasparente.
(E ci sarà
dentro te e al di là
dell?orizzonte
una piccola
poesia)
La chiudo e sigillo anche questa.
(Ci sarà
forse esiste già al di là
dell?orizzonte
una poesia anche per te)
Osservo un ultima volta il libro.
(Vorrei rinascere per te
e ricominciare insieme come se
non sentissi più dolore)
La ripongo in una scatola di metallo.
(ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto)
La chiudo, la blocco con dei lucchetti.
(Ci sarà
dentro e te e al di là
dell?orizzonte
una piccola poesia)
La trasporto fino al molo.
(Ci sarà
dentro e te e al di là
dell?orizzonte
una poesia anche per te)
Attendo insieme al vento che la luna salga alta nel cielo.
(Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui)
Osservo le onde di quel mare scuro, le stelle del cielo, il blu delle luci della piazza alle mie spalle, il freddo che si insinua con il vento dentro i vestiti.
(e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà)
Chiudo gli occhi e immagino il calore di un abbraccio, di uno sguardo, del silenzio, di un bacio. Chiudo gli occhi e immagino un attimo, un solo ultimo attimo.
(questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve)
La scatola vola nell?aria, tocca l?acqua alzando uno spruzzo. Galleggia in quel liquido scuro riflettendo la luce della luna. Si allontana trasportata dalle onde. Una nuvola la oscura e quando passa la scatola non c?è più.
(Ci sarà
dentro e te e al di là
dell?orizzonte
una piccola poesia)
Addio, mia vita.
(Ci sarà
forse esiste già al di là
dell?orizzonte
una poesia anche per te
anche per te)
?
Sfoglio le pagine della mia memoria come quelle di un libro. Le immagini sono stampate nella mente come fossero parole di inchiostro.
Le scorro, le osservo, le vivo.
Accarezzo con una mano questo libro, la faccio scivolare su una pagina, come se potessi immaginare quelle parole, sentirne il loro peso, come se fossero già vive.
Prendo la penna e comincio a scrivere: che cos?è la felicità?

La cosa più difficile nella vita è?vivere.
Dal momento in cui si nasce a quello in cui si muore, passano circa duecentoventi milioni di battiti cardiaci, salvo imprevisti.
È come avere un timer nel proprio corpo. C?è chi se ne accorge e chi ne è assolutamente ignaro.
C?è chi vive spensieratamente il movimento delle lancette e chi si sofferma su ogni singolo spostamento.
Tic?non è successo nulla.
Tac?non è ancora successo nulla.
Tic?continua a non succedere nulla.
Tac?perché non succede nulla?
La sensazione è quella di ritrovarsi intrappolati in un?enorme clessidra con la sabbia che lentamente si accumula sul fondo, sui piedi, lungo le gambe.
Lo spazio diventa sempre minore, la sabbia sale, diminuisce la possibilità di muoversi.
Dalla prima volta che ho toccato con mano la morte ho cominciato a sentire il rumore delle lancette, a vederle spostarsi, a sentire ogni granello di sabbia che cadeva.
A realizzare che la vita non è che un arco di tempo indeterminato tra il nulla ed il niente.
In parole povere: una possibilità.
Nessuno ha la facoltà di scegliere se nascere oppure no, è una decisione presa da altri, e come tale può essere un piacere, un favore che ci viene offerto oppure un evento casuale al quale non possiamo opporci, come tutte le decisioni prese dagli altri che ci influenzano.
Ci sono delle volte in cui un singolo gesto, un piccolo cambiamento causato da altri può portare a conseguenze enormi.
Le vite delle persone si intrecciano in un modo molto curioso, incontri, scontri, alle volte casuali, alle volte forzati, generano amicizie, amori, odi.
E così si forma la storia delle persone, la loro vita.
Queste vite le immagino come dei fiumi: vari affluenti si uniscono in un corso principale e proseguono insieme in un unico grande fiume che sbocca nel mare (il mondo) dove, da altre parti giungono tanti altri fiumi.
Dal corso principale si possono staccare alcuni rami, si possono formare delle anse, il fiume si può biforcare, ma a parte i corsi che si distaccano e finiscono per essere tagliati fuori, il corpo principale arriverà al mare.
Le persone sono l?acqua all?interno di questi fiumi, acqua che si mescola ad altra acqua, nata in un luogo diverso ma che nel suo cammino incrocia acqua di altri affluenti.
Impossibile immaginare tutti i cambiamenti, gli incroci, o quale acqua incontrerà una determinata acqua o semplicemente se la incontrerà. Troppe possibilità che non possono essere tutte previste.
Normalmente l?acqua nasce alla sorgente, viene trasportata nel suo viaggio lungo il corso del fiume e alla fine finisce nel grande mare.
Tutto sembrerebbe naturale, liscio, regolare: acqua che si mischia ad acqua.
Ma alle volte succedono degli imprevisti che hanno come conseguenza quella di cambiare il corso delle cose.
Un tronco che blocca un torrente può creare uno stagno, un laghetto, può farne deviare il corso, può separarlo in più parti.
Può cambiare il corso delle cose.
Un torrente, la cui acqua ha un percorso che la natura ha creato e che sembra già scritto, può essere deviato, cambiato da un evento esterno all?acqua stessa.
Così un?Acqua che avrebbe dovuto mischiarsi con un?altra Acqua invece non la incontrerà, o viceversa, due Acque che non avrebbero mai dovuto mischiarsi potrebbero farlo.
Siamo come gocce d?acqua trasportate dalla corrente, la seguiamo, ci lasciamo trasportare e poco possiamo fare se un evento ne cambia il corso.
Fin dall?antichità un fiume è stato esempio dello scorrere del tempo: immergendosi due volte nello stesso fiume non ci si bagna mai con la stessa acqua.
Perché tutto scorre, come le lancette dell?orologio, come la sabbia che cade e non ritorna mai su.
Le cose cambiano, mutano e anche se l?Acqua sembra Acqua e sa di Acqua, non sarà mai la stessa Acqua?
Da leggere con:
Imparare dal vento, Tiromancino

Caro Babbo Natale,
è la prima volta che ti scrivo perché non ho mai creduto alla tua esistenza, come non ho mai creduto all?esistenza di Dio, ma mi piacerebbe sbagliarmi e sapere che tu leggerai questa lettera perché esisti veramente.
Vorrei chiederti di portarmi in dono quel giocattolo che ho visto nella vetrina del negozio una decina di giorni fa. Penso di meritarmelo perché cerco sempre di fare il bravo, di non dire le bugie e di comportarmi bene. E se esisti e porti i regali anche ai bambini che si comportano male, forse per una volta potresti portarlo anche a me.
Lo so che in realtà i regali li acquistava il mio papà ed era bravissimo a nasconderli perché non riuscivo mai a trovarli, eppure cercavo dappertutto.
Ma ora lui non c?è più e da quando è morto non trovo più niente sotto l?albero quando la mattina di Natale mi sveglio e corro a vedere se c?è qualcosa.
Mi piacerebbe ancora svegliarmi la mattina e correre in salotto e trovare un pacchetto incartato sotto l?albero e cercare di indovinare cosa possa essere, magari riconoscere la forma della scatola, scartarlo e trovarci dentro proprio quello che desideravo.
Ma da quando papà è morto non ci sono più regali sotto l?albero.
Anche la mamma è diversa, è sempre arrabbiata e strilla tutto il giorno.
Lo so che è lei che ora compra i regali ma ora non ci sono più soldi, da quando è morto il mio papà.
La mamma lavora tutti i giorni, lo so che lo fa per noi perché altrimenti, come dice sempre, dovremmo stare in collegio, ma è sempre nervosa, sempre arrabbiata, magari perché lavora tanto, ma se lavora tanto forse le daranno un po? più di soldi e forse potrà comprare il regalo che mi piace tanto.
Lo so che i soldi non bastano mai e si deve risparmiare, che bisogna spegnere le luci e non sprecare, ma a me piace quando arriva quel pacco grande con dentro tutti i vestiti strani e le gomme da masticare e tutte quelle altre cose strane.
L?altro ieri mi ha fatto fare i conti di casa, perché dice che devo capire ed imparare quanto costa la vita, ma lo so che mi fa fare i conti a me perché lei non è molto brava con la matematica, lo dice sempre che lei ha fatto solo fino alla quinta elementare. Ho cercato di darle qualche consiglio su quello che avevo sentito in televisione al telegiornale ma dice che sono solo un bambino e che non ne capisco di queste cose, però anche sul giornale dicevano che avevo ragione.
Se non puoi farmi avere il regalo perché costa troppo allora fai lavorare di meno la mamma così magari non è sempre nervosa e la smette di strillare e di picchiarmi.
Oppure puoi farci restituire la macchina così quando devo andare a fare le gare fuori città non mi considerano più in peso e non mi guardano male e non litigano per chi mi deve portare che nessuno vuole mai farlo. Altrimenti dovrò smettere di andarci.
Ti prego non farci portare via i mobili di casa che il signore che è venuto a pignolare vuole portarci via il divano e la televisione e mia madre è sempre più arrabbiata quando va via quel signore.
E dopo che mi strilla e mi picchia durante il giorno la sento piangere di notte e non riesco mai a dormire perché ho paura che voglia andare da mio padre oppure che scappi e ci lasci da soli.
Che poi la notte faccio gli incubi, anche se non dormo. Però i dottori hanno detto che non sono malato e che i mal di testa li ho solo perché non dormo quasi mai.
Per favore non farmi più picchiare quando non mangio perché non è colpa mia se non ho fame, che dicono che altrimenti morirei e che lo fanno per il mio bene, però non sono sicuro che tutte quelle botte mi facciano bene. È vero che le botte fanno bene? Perché allora i bambini che non vengono picchiati stanno bene lo stesso?
Anche quest?anno a scuola gli altri bambini mi hanno mandato all?ospedale, perché sono più piccolo di loro e perché sono magro, mi chiamano stecca-lecca e vogliono sempre picchiarmi, mi dicono che sono un morto di fame e mi chiamano orfano o mi trattano in modo diverso perché non ho un papà. Ma non è colpa mia, e anche a me manca mio papà perciò quando loro dicono la parola papà io mi arrabbio. Però iniziano sempre loro. L?altro giorno sono riuscito a scappare da quattro di loro passando sotto una recinzione, loro erano troppo grossi per passarci, forse non è così sbagliato essere così magri?
Ti prego portami un regalo bello, altrimenti quando tornerò a scuola e mi chiederanno cosa mi hanno regalato per Natale non dovrò sempre sentirmi triste ed invidiarli.
Però se proprio la mamma non può comprarmelo almeno falla essere tranquilla così tutti e tre mangiamo e giochiamo con le carte, o per lo meno fai che abbia un amico che così non devo sempre giocare da solo, che non è molto divertente.
E se poi mi ammalo e mi viene la febbre fai in modo che mio fratello rimanga a farmi compagnia come ho fatto io quando lui questa estate è stato a letto per molto tempo. Che quando mi sono ammalato io sono rimasto sempre solo.
Se puoi fai che gli zii vengano a trovarci e ci invitino che da quando è morto papà non li ho più visti e non so perché e la mamma non ne vuole parlare e se dice qualcosa poi si mette a piangere.
Penso che quando sarò grande le cose cambieranno, magari studierò e farò il manager, o forse la statistica come il mio papà e anche io avrò degli amici e anche una fidanzata e non sarò più solo. Potrò anche avere i regali ed essere contento durante le feste e passarle con qualcuno e non sempre da solo perché tutti gli altri hanno i parenti ed io no.
Almeno non dovrò stare sempre chiuso in camera per non sentire le urla di mia madre che come sempre sarà arrabbiata per qualcosa.
Caro Babbo Natale è la prima volta che ti scrivo ma vorrei tanto che esistessi veramente e che sia stato io a sbagliarmi, che magari la leggi veramente questa letterina e che mi fai passare almeno un buon natale, almeno una volta.
Domani mattina se non sono triste vado a cercare una buca delle lettere e te la spedisco.
Spero che anche tu non mi prenda in giro e che non porti i regali solo ai bambini che sono ricchi.
Un Natale, primi anni ?80.